FIORELLIL MIMMO pittore - scultore pugliese

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Abbazia

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Madonna della Scala
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N.B. Durante la visualizzazione l'orientamento delle opere potrebbe essere invertito rispetto all'originale per ragioni di copyright. Richiedi Info o una copia dell'opera via e-mail : vittorio.fiorelli@unile.it o Skype: vittfeder

A Gioia del Colle lascio il frastuono dei camion e delle vetture che fuggone impazzite verso lo Ionio. Dopo la periferia indecente della città si avvicendano i muretti a secco e i recinti dove pascolano le vacche podoliche e le pecore, le masserie cadenti assopite nei campanacci e nello stronfio dei cavalli murgesi che strappano l'erba sotto gli olivi e tra i querceti. Sprofondo con la macchina nella protostoria della murgia meridionale in un presepe silenzioso di verde e ocra, tra colline dolci, piccoli avvallamenti, tetti abbandonati e improvvisi torrenti di pietra divorati dal leccio, dal fragno, dalle robinie. La serpe stradale salta sui ponticcioli, si apre squarci sui dossi e si avventura verso Noci e Putignano un biancore di calce che fa da tetto all'orizzonte. Nel cuore della pineta c'è l'Abbazia Benedettina dell MADONNA DELLA SCALA.
Raffaele Nigro

Sotto il grande portico di travertino mi attende Fiorelli. Ha avvertito Padre Lorenzo della visita e mi viene incontro con la sua risata cordiale, noncurante del venticello che si affaccia dalle doline rinfrescate di acque. Fiorelli che so impenitente cercatore di funghi e che sugge umore dalla terra per impastarla ai colori, Fiorelli che beve dal vento e infebbra di inquietutine e di furia le tele, lui che conosco frequentatore di montagne e di luoghi dirupati e cercatore di paesaggi silenziosi e appartati e che ritrovo in una cornice idonea. Raffaele Nigro

E' nel chiostro dell'Abbazia che Mimmo Fiorelli ha sistemato le sue dodici lunette. Cinque per lato più piccole e aderenti alle arcatelle crate da altrettante lesene. Due grandissime una in testa all'ingresso, l'altra sulla parete di fondo. Mi sono appeso con gli occhi alle pareti alte, dove i dipinti ben incastrati negli archi ingannano al punto da sembrare affreschi. E celebrano il cibo, inteso da Fiorelli come dono del cielo, ma anche difficile guadagno dell'uomo.
Raffaele Nigro

I gesti dei personaggi, dunque non sono statuari e reboanti, come è proprio della pittura sacra, ma semplici e casuali, quasi sia calato su alcuni dei presenti un silenzio interrogativo e attonito, allorchè Cristo ha fatto sapere ai vicini di tavolo che nel piatto sarà servito un fungo velenoso.
Il
CICLO NARRATIVO DEI DIPINTI spazia tra Antico, Nuovo Testamento e Vangelo.
Raffaele Nigro

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MIMMO FIORELLI | Info : tel.0804977782 | cel.3356733184 | e.mail: vittorio.fiorelli@unile.it | Via Gioia ZONA B/18/B Noci (BARI)

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